HAPKIDO e HAPKIYUSUL

Nata agli inizi degli anni '60 in Corea, l'Hapkido è stata la prima arte marziale mista moderna.
 
  TERMINE

 

Il termine originario era costituito da cinque ideogrammi:

 

Hap Ki Yu Kwon Sul"Hap": Armonica, coordinazione e tecnica, "Ki" energia interiore, "Yu", morbidezza ed adattabilità (riferito anche alle tecniche di leva e proiezione), "Kwon", il duro e la rettitudine (riferito anche alle tecniche incisive di percussione), "Sul", la via marziale.

Attualmente l'arte originaria viene ancora insegnata e tramandata con il termine "HapKiYuSul", traduzione coreana di "AikiJu-Jitsu", l'arte studiata in giovinezza dal Dojunim Choi Yong Sul.

 

Successivamente, l'arte fu combinata con altri stili coreani ed il ternine fu modificato in Hapkido.

"Hap + Ki" insieme, diventano:"Energia armonica coordinata" e "Do" si sostituisce a Sul, incorporando non solo il significato tecnico-marzaile, ma anche la via spirituale ed educativa.

 

Hapkido significa = Coordinare energia e tecnica per ottenere  risultato.

  PRINCIPI TECNICI

Si  fondano  sull'armonizzazione  del  combattimento. Attacchi e difese sono in relazione al comportamento dell'avversario, sia a livello tecnico, che emotivo.

Tutte le sequeze di combattimento, utili a realizzare "l'armonizzazione" con l'avversario, si ritrovano nella teoria del cerchio o spirale, nella  linea centrale e la fluidità dell'acqua.

 

I tre elementi insieme, formano la "Spirale Aurea", che sintetizza il corretto utilizzo dell'enegia e della tecnica. (presto verrà spiegata in maniera esaustiva in un allegato).

 

Farò qualche esempio per semplificare il tutto:

Se l'aggressore è irruento,  cercheremo di non affrontare direttamente il colpo, ma di deviarlo o assorbirlo, attraverso un movimento  spirale, per poi utilizzare l'energia catturata contro di lui.

 

Se l'aggressore è impacciato o sulla difensiva, la nostra risposta sarà più impetuosa, cercheremo di travolgere l'avversario, che dovrà essere squilibrato o impossibilitato al contrattacco, finchè non l'avremo bloccato a terra o reso inoffensivo (come un'onda d'acqua, che ti spinge nelle diverse direzioni, finchè non ti travolge).

 

Altre volte potrà capitare che ad un attacco irruento, si risponda immediatamente con una tecnica dura, come un calcio, un pugno o un colpo dato con l'intero corpo. Di solito queste tecniche dirette sruttano la linea centrale con movimenti diretti (stoppaggio dell'avanzata avversaria), o angolati (uscire di poco dalla linea di tiro per colpire una zona indifesa). Generalmente i colpi dell'Hapkido vengono tutti lanciati su zone di agopressione o comunque sensibili del corpo. 

 

Armonizzarsi non significa necessariamente utilizzare sempre il tao (se lui è duro, io sono morbido e viceversa), ma utilizzare la tecnica più appropriata alla situazione.

   Cos'è e come è nato l'Hapkido?

 

L'Hapkido è uno stile combinato Duro e morbido.

E' costituito essenzialmente dalle tecniche di:

 - Hapkiyusul (Hapkido originario), che è un'elaborazione dell'Aiki Ju-Jitsu.

   Le tecniche principali sono leve articolari più o meno morbide e circolari, che ricordano molto anche gli attuali stili di Aiki ju-Jitsu.

   Sono presenti 16 tecniche di percussione con le braccia e 16 con le gambe. Tali tecniche vengono lanciate con una coordinazione di tutto il corpo ed indirizzate su specifici bersagli, per ottenere un enorme effetto anche con un singolo colpo.

    Sono presenti anche due sequenze pugilistiche che servono sia a livello didattico, per coordinare i colpi in velocità, sia per applicazioni molto pratiche che vengono mostrate solo ad alto livello.

 

 - Tae Kion (antenato del Taekwondo), da cui derivano tecniche di calci circolari sferrati a tutte le altezze e con un arsenale maggiore all'Hapkiyusul. Proiezioni morbide basate sulla forza dell'avversario e saltuari colpi di mano.

 

 - Armi principali per difendersi ed attaccare, che integrano ed aggiungono ulteriori tecniche a mani nude. 

Armi tradizionalmente presenti in tutti gli stili di Hapkido

Tan bong  = bastone corto (circa 20-25 cm con o senza cordicella (sfolla-gente) 

Cian bong = bastone lungo (circa 20 cm oltre l’altezza del praticante)

Tan giang = bastone da passeggio ricurvo o ombrello

Tan gom   = coltello o pugnale

Kum o Gum = spada lunga ricurva (simile alla Katana)

Pho Bhak  = corda, cintura o catena

 

Armi introdotte successivamente, non presenti in tutti gli stili

------  = oggetti di uso comune (tenuti in mano o lanciati) ------  =

difesa da pistola o fucile (introdotta recentemente per le forze dell’ordine o nei paesi dove è legale portare con se un’arma da fuoco.

Boo Chai = Ventaglio, singolo o doppio, combina colpi di bastone corto con tagli e bloccaggi

Nunchaku = due bastoni legati da una catena, usati singoli o doppi, 

Dan san Gum = doppi coltelli o doppie spade corte

Chang Saum = Lancia da combattimento

 

L'Hapkido è un arte completa e molto versatile, che permette, di fatto, un'incredibile varietà nel proprio utilizzo.

Visto l'enorme bagaglio tecnico è impostata su un programma a ventaglio che permette la ripetizione delle sequenze difensive in contesti sempre più estremi e permettendo al praticante un continuo lavoro di perfezionamento. Questo metodo di crescita e studio conferma il vecchio adagio: “Si continua ad apprendere l’Hapkido per tutta la vita”.

Un altro vantaggio dell’arte e che, poiché la forza non è un elemento fondamentale, è eccellente anche per le donne e tutti coloro che vogliono apprendere l’autodifesa.

 

 L'Hapkido ha dimostrato negli anni la sua eccellenza nella difesa personale e per il combattimento realistico non solo civile ma anche militare e tra gli organi di polizia.

 l'arte copre tutti i settori del combattimento (a distanza, corpo a corpo, seduti, a terra), incorporando un incredibile arsenale tecnico a mani nude o con l'uso di svariate armi bianche.

 

Attualmente viene utilizzata dalla polizia coreana, e diversi reparti di sicurezza di tutto il mondo, comprese le guardie del corpo del Presidente degli Stati Uniti.

 
 
    Quanti stili di Hapkido esistono?

   Hapkido è il nome universale di quest'arte marziale, ma tutte le scuole, utilizzano un ulteriore termine di riconoscimento ed appartenenza alla linea di insegnamento del singolo Maestro.

Tutti gli stili condividono i principi basilari dell'arte, ma possono differenziarsi per composizione del programma tecnico, influenza che il Maestro ha avuto da altri stili di combattimento, o dall'impostazione (sportiva, marziale, innovativa, di difesa personale) che si intendeva dare alla propria scuola.

  Cito alcuni stili famosi:

  Sin moo Hapkido - Dojunim Ji Han Jae

  Hapkido Dae Myung Moo Do - Grandmaster  Jae Ho Park

  Hapkido WHF -  Grandmaster Kwang Sik Myung
  Jang Mu Won Hapkido - Grandmaster Dr. Chong Sung Kim

  Combat Hapkido - Grandmaster Jo Pellegrini 

 

  Nel tempo sono stati aggiunti altri stili ed altre federazioni

 

 

  Il nostro stile: Hapkido Young-Sul

   Il mio approccio iniziale è avvenuto con lo stile dell'Hapkido Moo-doo, della scuola Dae-Myung, portato in Italia dal Maestro Giampiero Leonardi. Uno stile efficace con una grande varietà di tecniche,  basato su un programma completo e molto vasto, che per il tipo di approccio e struttura, potremmo definire principalmente "didattico-educativo". essendo un Hapkido di seconda generazione comprendeva davvero moltissimi elementi e permetteva di avere una visione della lotta  a 360°. Leve articolari, proiezioni, tecniche di percussioni, combattimento in piedi, in ginocchio ed a terra, contro uno o più avversari e moltissime armi. L'arte che il Maestro Jae Ho Park aveva insegnato al Maestro Leonardi era incredibilmente ricca ed il Maestro Leonardi stesso aveva contribuito a rafforzarla ulteriormente nelle tecniche di calcio, essendo già da tempo Maestro di Taekwondo. Devo riconoscere che quando ebbi la possibilità di confrontarmi con altri stili di Hapkido non ho mai avuto problemi nell'adattarmi ai diversi allenamenti, segno dell'incredibile lavoro che era stato fatto sul quel programma.

  Il Maestro Leonardi è solito dire: " Io ho studiato tanto, ma non so tutto, c'è sempre tanto da vedere ed imparare, quindi, se ne avete la possibilità andate ed imparate, tornate e condividete.

   Nel 2006 ebbi la possibilità di partecipare ad uno stage di nove giorni tenutosi a Gumsan (Corea del sud) e conoscere l'Hapkiyusul, ovvero l'Hapkido originario. Fu una scoperta sconvolgente. L'arte originaria era molto diversa dagli stili moderni, meno acrobatica e più fedele ai principi dell'Hapki.

 In particolare le leve articolari venivano eseguite con un totale coinvolgimento del corpo conferendo loro un'enorme energia.

 Durante tutta la mia vita marziale avevo sempre sentito che: "prima di una leva articolare era necessario colpire l'avversario, altrimenti non si poteva applicare". Probabilmente in caso di difesa personale estrema è corretto, ma veder applicare delle leve da prese fortissime a distrutto in pochi attimi quelle false credenze. Chi tramandava quell'insegnamento non aveva mai avuto la possibilità di vedere come si esegue una vera leva articolare. Non fraintendetemi, tutti gli stili di Hapkido sono eccezionali e non si mette in discussione l'abilità e l'impegno degli maestri, ma finalmente trovavo risposta ai dubbi su descritti.

L'Hapkiyusul esaltava appieno il concetto "Hapki", ovvero sviluppare energia attraverso la coordinazione corporea e della respirazione. 

 Lo scopo primario della Scuola coreana di Hapkiyusul è tramandare i principi originari, in modo da poter migliorare ulteriormente la propria pratica.

La scuola non assegna dei gradi dan, ma certificazioni (come un master post universitario). Ogni praticante resta graduato nel proprio stile di appartenenza, ma queste conoscenze esaltano il vero ed originario spirito di quest'arte.

Sebbene mancassero alcuni settori del combattimento introdotti come sappiamo successivamente negli stili moderni era però incredibilmente incisiva ed eloquente, veloce e didatticamente più lineare. Proprio la linearità e la ripetizione delle sequenze che girano tutte intorno a pochi elementi di base, permette al praticante di concentrarsi maggiormente sui principi applicativi e di non correre il rischio di perdersi in quella miriade di varianti introdotte negli altri stili. Andava diretta allo scopo.

Ma cosa significa?

    Durante l'allenamento ogni dettaglio era pensato per essere funzionale.

 - Gli esercizi di riscaldamento e stretching mimavano i movimenti successivi nelle sequenze di presa o colpi.

 - Ogni riscaldamento terminava con la ripetizione delle sedici tecniche di attacco, di arti superiori ed inferiori, collegati alla propria eventuale parata e bersaglio, che coincideva con i punti di pressione.

 - Le tecniche di leva venivano applicate su prese fortissime ed avversari mai del tutto collaborativi. Proprio in questo particolare "dettaglio", risiedeva il vero e concreto spirito tecnico dell'Hapkido-Hapkiyusul. Se gli spostamenti, le spinte e la coordinazione non erano corrette, la tecnica non funzionava, punto e basta.

   All'inizio era abbastanza frustrante vedere che le tecniche di leva, che avevi provato per anni erano del tutto inefficaci se non precedute da percussioni che indebolivano l'avversario, ma fu anche un grande motivo di sprono.

   In pochi giorni di allenamento le tecniche (anche quelle apprese precedentemente) erano incredibilmente trasformate. Più efficaci ed incalzanti. I polsi erano diventati più forti e l'energia sviluppata, incredibilmente aumentata.

   Lo stile originario aveva evidenziato ciò che (a causa del continuo ampliamento tecnico) era passato in secondo piano, ovvero l'applicazione dei principi base dell'arte.

  Finalmente era chiaro il nome dell'arte marziale: esprimere energia e potenza attraverso una tecnica coordinata del corpo e della mente, ottenendo un risultato incredibile = Hap-ki-do.

 

Tornato in Italia, Passai un periodo di grande frustrazione, da un lato non volevo abbandonare tutto ciò che avevo appreso dagli stili precedenti, ma dall'altro, l'Hapkiyusul mi aveva fatto realmente toccare con mano ciò che cercavo da tanto tempo ed ora non volevo assolutamente rinunciarvi. Infine c'era anche il settore difesa personale che è la ragione primaria per la quale ho iniziato a praticare le arti marziali.

Una volta appreso il nuovo modo di utilizzare le tecniche non volevo tornare ad allenarmi come prima. questo potrebbe sembrare ingrato nei confronti dei miei precedenti Maestri, tuttavia credo che sia importante, durante il proprio cammino marziale trovare la la propria via. Alcuni si sentono appagati da un'arte in particolare, altri sono legati al mondo sportivo. Nel mio caso dovevo creare la mia personale visione marziale.

 

Non era ovviamente sufficiente. Non si può creare un nuovo stile dalla notte al giorno, ma esistono parametri molto seri e questi dividono i veri Maestri d'arte (concedetemi anche questo termine) da insegnanti truffatori, che utilizzano scorciatoie ed auto-proclamazioni per mettersi alla testa di nuove Associazioni.

Questo è stato l'iter da me seguito.

Prima di creare un nuovo stile è necessario concluderne almeno uno (di solito il primo di appartenenza).

  Successivamente stabilisce il proprio programma e se ne motiva la struttura e nuova composizione, mostrando anche gli eventuali attestati che comprovano l'acquisizione delle tecniche o armi che si intendono inserire nel programma. Il tutto davanti ad una commissione della stessa arte marziale con gradi superiori al proprio, per mostrare, attraverso un esame di rito la propria idea. Non meno importante avere non meno di 20 anni di pratica marziale e 10 di insegnamento.

Se il tutto viene ritenuto valido ed onorevole, anche dal punto di vista didattico e sociale, viene conferito il nuovo attestato con il nuovo stile.

Nel mio caso, il Maestro che ha valutato il mio lavoro finale non poteva che essere Il Maestro Leonardi, che si è sempre mostrato aperto verso i gli allievi che volevano progredire e quindi continuò a mostrarmi (nel tempo) le tecniche dei programmi superiori, proprio per darmi una linea guida su cui poter lavorare.

Giudicato il mio lavoro, mi attestò il grado di 5° dan nel gennaio del 2015 proprio sul programma che avevo sviluppato autonomamente.

 Il nostro sile si chiama Hapkido Young-Sul

Young Sul, o Yong Sul in onore di Dojunim Choi Yong sul, padre dell'Hapkido originario

Young sul anche come "tecnica del drago" che riporta al nome della nostra Associazione sportiva.

Young Sul perche come simbolo della tecnica a spirale, che esprime i principi base dell'Hapkido ed il corretto modo di eseguire le sue tecniche.

 

Di seguito, riportiamo le caratteristiche tipiche dello stile.

Programma tecnico Hapkido Young-Sul - Presto scaricabile in Pdf